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FEDERICO II di SVEVIA

L’Imperatore germanico Federico II (1194-1250) amava circondarsi nei suoi vasti possedimenti di svariate specie di animali, dalle più comuni razze di cavalli e di cani ai più esotici esemplari quali i cacatoa indiani e i cammelli africani, ma la sua vera passione come è ben noto furono sempre i rapaci. L’Imperatore infatti, considerava la caccia con il falcone un’arte che “nasce tutta dall’amore” e con la quale l’uomo manifesta la sua arcana potenza sull’animale più libero e fuggitivo: il falco. La sua predilezione per la falconeria tuttavia non si limitava alla semplice pratica, ma includeva anche un accurato studio scientifico che trovò compimento nella sua grande opera De arte venandi cum avibus. Quello che forse non tutti sanno è che il nome della Città di Montefalco è legato proprio al forte interesse di Federico per il falco. Secondo un’antica tradizione riportata dallo storico seicentesco Antonio Bennati l’Imperatore, che soggiornò per questioni politiche tra il 9 e il 13 febbraio del 1240 a Coccorone (l’allora nome della Città), recatosi a Spoleto, si accorse che aveva perduto alcuni dei suoi falchi prediletti. Dopo alterne ricerche questi vennero ritrovati nel territorio di Coccorone e fu così che lo stesso Federico volle riconoscere la Città con il nuovo nome di Monte del Falco. Probabilmente, però, la nuova denominazione, avvenuta tra il 1249 e il 1250, si deve a ragioni strettamente politiche dettate da una volontà di rivalsa nei confronti dell’Imperatore, il quale aveva fatto punire la Città a seguito di una ribellione. Sembrerebbe, infatti, che i cittadini, venuti in possesso di uno dei falchi imperiali, lo scelsero come emblema araldico e mutarono il toponimo in Montefalco.